Conosci le differenze tra Chianti e Chianti Classico?

Quando si parla di vino rosso italiano,  il Chianti sembra un ottimo punto di partenza.

Non solo è prodotto con l’uva più importante nella storia del paese – il sangiovese (parleremo di questa favolosa uva in un prossimo post!) – ma inoltre proviene da una regione che è assolutamente immersa nella storia del vino italiano: la Toscana!

Il vino Chianti viene spesso confuso con il Chianti Classico , ritendendo erroneamente che sia la stessa cosa o che il Chianti Classico sia una sotto-regione del Chianti.

   Sbagliato!

“Chianti” e “Chianti Classico” sono in realtà due DOCG diverse e separate, entrambe della Toscana, ma hanno disciplinari, zona di produzione e consorzio di tutela differenti .

Cerchiamo di entrare nello specifico e capire esattamente cosa cambia tra questi due vini.

Nel 1716 Cosimo III De Medici , Granduca di Toscana, definì i confini geografici più adatti alla produzione di vino all’interno della regione .

Tra queste zone venne chiaramente identificato il territorio del Chianti. A quel tempo esisteva solo il Chianti, prodotto , appunto, nell’omonima regione.

La necessità di distinguere le due denominazioni, Chianti e Chianti Classico, emerse solo in seguito.

Nel Novecento  la richiesta di vino Chianti era così alta che, per accontentare i consumatori, questo vino iniziò a essere prodotto anche nei territori limitrofi, fuori dai confini stabiliti dall’editto.

I produttori della zona di origine decisero così di tutelarsi, prima fondando un Consorzio per difendere il “loro” vino dalle imitazioni e poi lottando per ottenere una denominazione distintiva.

I loro sforzi furono premiati nel 1932 quando un decreto ministeriale riconobbe al vino prodotto nella zona originaria del Chianti, quella stabilita dal decreto dei Medici, la possibilità di utilizzare l’attributo “Classico”, differenziandosi così dal Chianti delle zone limitrofe.

Se torniamo al famoso editto di Cosimo III, la zona da lui originariamente delimitata si chiamava “Classico” perché ritenuta il luogo migliore per coltivare la vite per produrre vino.

Inoltre, solo il Chianti Classico è associato allo storico marchio del Gallo Nero.

La mappa sottostante vi farà capire subito le zone di riferimento.

Come potete vedere le zone del Chianti sono sparse tra Firenze, Siena, Arezzo, Pisa mentre il Chianti Classico è una parte centrale di queste zone, molto più ristretta e omogenea.

La zona del Chianti Classico è estremamente limitata rispetto alle vaste distese del Chianti.

Il territorio però non è l’unica differenza tra Chianti e Chianti Classico.

Importante è anche il disciplinare, ovvero il regolamento che il produttore deve rispettare per ottenere la certificazione di riferimento.

Entrambi i vini sono prodotti principalmente con uva Sangiovese;  tuttavia, mentre nel Chianti è richiesto un minimo del 70% di Sangiovese, nel Chianti Classico questo valore sale all’80%.

Un vino (Chianti o Chianti Classico) può anche essere Sangiovese in purezza. Spesso il blend è fatto con Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Canaiolo o Colorino.

Ma non è tutto, infatti per quanto riguarda il Chianti Classico possiamo avere le seguenti denominazioni:

Senza entrare nei dettagli, il Chianti Classico “base”, per così dire, è quello che deve avere almeno 12 mesi di invecchiamento.

Per il Chianti Classico Riserva, il tempo di invecchiamento è portato a 24 mesi.

Il Chianti Classico Gran Selezione è la punta di diamante, in quanto viene prodotto con uve provenienti da un unico vigneto o da una selezione delle migliori uve con un invecchiamento minimo di 30 mesi.

In breve:

  • Chianti e Chianti Classico sono due denominazioni profondamente diverse
  • Il Chianti Classico è prodotto all’interno della zona storica del Chianti, mentre il vino Chianti è prodotto al di fuori dei confini di tale area.
  • Il modo più semplice per identificare un vino Chianti Classico è cercare il Gallo Nero

A tal proposito… Conoscete la leggenda di questo storico simbolo della regione?
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